I Figli – Khalil Gibran

I Figli Gibran

I Figli – Khalil Gibran
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Un brano che tutti i genitori dovrebbero leggere almeno una volta nella vita: I Figli di Khalil Gibran, tratto dal suo capolavoro: Il Profeta.

I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di sé stessa.
Essi non provengono da voi, ma attraverso di voi.
E sebbene stiano con voi, non vi appartengono.

Potete dar loro tutto il vostro amore, ma non i vostri pensieri.
Perché essi hanno i propri pensieri.

Potete offrire dimora ai loro corpi, ma non alle loro anime.
Perché le loro anime abitano la casa del domani, che voi non potete visitare, neppure nei vostri sogni.

Potete sforzarvi di essere simili a loro, ma non cercare di renderli simili a voi.
Perché la vita non torna indietro e non si ferma a ieri.

Voi siete gli archi dai quali i vostri figli, come frecce viventi, sono scoccati.
L’Arciere vede il bersaglio sul percorso dell’infinito, e con la Sua forza vi piega affinché le Sue frecce vadano veloci e lontane.

Lasciatevi piegare con gioia dalla mano dell’Arciere.
Poiché così come ama la freccia che scocca, così Egli ama anche l’arco che sta saldo.

(da: “The Prophet” di Khalil Gibran – Knopf – traduzione dall’inglese di G. Carro © 2005)


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2 commenti

  1. Mara ha detto:

    Ciò che mi fa triste è che evidentemente non sono stata un buon arco..mio figlio non se ne vuole andare…

    • Parole di Saggezza ha detto:

      Ciao Mara e grazie per il tuo commento. Quello dei genitori, è risaputo, è un mestiere difficile. Un arciere (che rappresenta il genitore nella metafora di Gibran) ha bisogno di tempo, pratica ed esercizio continuo per mantenere saldo l’arco e riuscire, allo stesso tempo, a scagliare la freccia più lontano possibile facendogli raggiungere l’obiettivo preposto. Ogni genitore, essendo un essere umano come tutti, si ritrova a “imparare” il mestiere sul campo e trasmette i propri valori, fa quel che può…ma ricorda che non è mai troppo tardi per cambiare rotta se vediamo che i nostri risultati non sono quelli sperati (questo vale per qualsiasi sfera della vita). Parlane apertamente con tuo figlio, spiegandogli che uscire dal nido, dalla “zona di comfort” può solo contribuire alla sua crescita personale e a rafforzare la sua autostima e la sua capacità di gestire e fronteggiare al meglio gli imprevisti e le varie vicissitudini della vita, anche senza l’appoggio genitoriale. Auguri!

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